Dall’altra parte dell’oceano c’è un uomo molto ricco di settantanove anni a cui è stato dato un potere enorme, quasi senza limiti.
Ma il punto non è tanto lui: se fosse solo, il sistema democratico americano lo avrebbe già messo da parte. Il vero nodo sono le molte persone che lo appoggiano. Pensare di indebolire il suo consenso mettendo in luce le sue uscite imbarazzanti o i suoi comportamenti è inutile.
Qualcuno dice: “Guardate, ha pubblicato l’immagine con gli Obama rappresentati come scimmie” sottintendendo che è un razzista.
Qualcun altro rilancia: “Guardate, era nel giro di Epstein e adescava le ragazzine” per far notare la sua scarsa moralità.
Qualcun altro ancora: “Se ne va agli incontri di lotta, mentre Vance negozia con l’Iran” per sottolineare l’assenza di sensibilità politica.
Poi, non discutiamo neppure di quello che ha detto oggi su Leone XIV.
Non serve. I suoi sostenitori lo acclamano proprio perché è razzista, amorale e politicamente poco interessato a quello che non lo riguarda direttamente.
E sono tanti perché al mondo ci sono tanti che la pensano come Trump: tanti che al suo posto, direbbero e farebbero esattamente quello che dice e fa lui.
Leggendo in rete, guardando la TV o anche semplicemente sentendo conversazioni al bar, siamo poi così sicuri che la visione trumpiana sia così circoscritta?


