C’è un post di Roberto Laghi sul sito di Wu Ming che secondo me vale davvero la pena leggere, soprattutto per tutte le riflessioni che si stanno facendo di questi tempi sull’intelligenza artificiale (e anche su questo blog).
Dentro ci trovi un po’ di tutto: da come oggi la scrittura rischia di diventare sempre più automatica, fino alla rabbia (sempre più diffusa) verso le AI e quello che stanno cambiando, concretamente, nel nostro modo di vivere e lavorare.
Quale sarà l’effetto su noi esseri umani? Difficile dirlo, oggi, anche se alcuni studi – che però non hanno ancora passato la peer review – sembrano dirci che usare costantemente modelli linguistici per la scrittura riduce le nostre funzionalità cognitive. Certo è, […] che ci servono nuovi strumenti concettuali e interpretativi per cogliere appieno la portata dei cambiamenti in atto.
È uno di quei testi che non si limita a dire le AI sono buone o cattive, ma prova a guardare le cose più da vicino, senza semplificazioni: proprio per questo lascia parecchi spunti interessanti su cui fermarsi a pensare.
(poi, per chi volesse ulteriormente approfondire, consiglio anche di leggere Scritture digitali. Dai social media all’IA e all’editing genetico dello stesso autore)









