L’AI e la rivoluzione già in corso

C’è un post di Roberto Laghi sul sito di Wu Ming che secondo me vale davvero la pena leggere, soprattutto per tutte le riflessioni che si stanno facendo di questi tempi sull’intelligenza artificiale (e anche su questo blog).

Dentro ci trovi un po’ di tutto: da come oggi la scrittura rischia di diventare sempre più automatica, fino alla rabbia (sempre più diffusa) verso le AI e quello che stanno cambiando, concretamente, nel nostro modo di vivere e lavorare.

Quale sarà l’effetto su noi esseri umani? Difficile dirlo, oggi, anche se alcuni studi – che però non hanno ancora passato la peer review – sembrano dirci che usare costantemente modelli linguistici per la scrittura riduce le nostre funzionalità cognitive. Certo è, […] che ci servono nuovi strumenti concettuali e interpretativi per cogliere appieno la portata dei cambiamenti in atto.

È uno di quei testi che non si limita a dire le AI sono buone o cattive, ma prova a guardare le cose più da vicino, senza semplificazioni: proprio per questo lascia parecchi spunti interessanti su cui fermarsi a pensare.

(poi, per chi volesse ulteriormente approfondire, consiglio anche di leggere Scritture digitali. Dai social media all’IA e all’editing genetico dello stesso autore)

Autori e ristampe

Seguo da anni il collettivo Wu Ming, a pensarci bene da quando lessi Q, forse il loro romanzo più famoso e avvincente (pubblicato a fine del secolo scorso).

Mi capita spesso di fare un giro sul loro blog e proprio oggi ho notato un articolo che mi ha fatto pensare:

Le persone che avessero acquistato di recente Il fabbro di Oxford di Wu Ming 4 nella ristampa del gennaio 2026 si saranno accorte che mancano del tutto le note bibliografiche a piè di pagina. Evidentemente per una qualche disattenzione o disguido tecnico non sono state stampate, ma la tiratura è stata distribuita lo stesso. Trattandosi di un saggio, costellato di citazioni, la mancanza è chiaramente molto grave e inficia la ricezione dell’intero testo.

Consigliamo a coloro che hanno conservato la ricevuta di acquisto di restituire il volume “fallato” e farsi rimborsare i soldi; a tutti gli altri di scrivere all’editore Eterea Edizioni e protestare. Per quanto ci riguarda chiederemo l’immediato ritiro della ristampa. Teniamo a segnalare che non abbiamo alcuna responsabilità in questa clamorosa défaillance e siamo infinitamente spiacenti per coloro che avessero già acquistato il volume.

Ora, avendo lavorato per anni nel mondo dell’editoria, ci sono cose che non mi tornano e che in realtà mi fanno sorridere perché rientrano nei rapporti spesso non semplici, tesi e burrascosi tra autori (che mirano a preservare giustamente il lavoro svolto) ed editori (che come obiettivo hanno legittimamente quello di avere un prodotto accattivante abbassando quanto più possibile i costi).

Il post fa riferimento a disattenzione o disguido tecnico. Inoltre si sottolinea che la tiratura è stata distribuita lo stesso. Il termine fallato inserito tra virgolette (sottigliezza lessicale), il richiedere l’immediato ritiro della ristampa, e l’invito a protestare con la casa editrice mi fa riflettere sul fatto che probabilmente non ci sia stata molta collaborazione tra Wu Ming 4 e la Eterea Edizioni.

Com’era quella frase che spesso erroneamente si associa a Giulio Andreotti? Ah, sì… A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina!