Qualche anno fa la sinistra sosteneva con decisione il ritorno al voto di preferenza. La prima legge elettorale che introdusse le liste bloccate venne ribattezzata “Porcellum”, anche perché era stata varata dal centrodestra. All’epoca si affermava che Berlusconi volesse portare in Parlamento soltanto persone a lui vicine e che, con le liste bloccate, venissero eletti amici e fedelissimi dei leader politici, candidati che con il sistema delle preferenze difficilmente avrebbero ottenuto il consenso degli elettori. Si sosteneva inoltre che solo le preferenze potessero garantire un autentico legame tra gli eletti e il territorio, criticando la pratica di candidare persone in collegi considerati sicuri, dove risultavano elette grazie alle liste bloccate.
Oggi, però, poiché la proposta di reintrodurre le preferenze arriva da Giorgia Meloni, quella stessa soluzione viene respinta e giudicata negativamente.
Da questo punto di vista, il cambio di posizione appare evidente e, comunque la si interpreti, la giornata di oggi rappresenta un passo indietro per la democrazia.


