L’obsolescenza silenziosa dei Kindle

C’è una linea sottile tra innovazione e abbandono, e la scelta di Amazon di non aggiornare più i Kindle usciti prima del 2013 (parliamo comunque di 13 anni, eh) sembra muoversi proprio su quel confine.

Parliamo di dispositivi che, nella maggior parte dei casi, funzionano ancora benissimo: nati per leggere e basta (io ho un Paperwhite che consiglio), lo fanno ancora oggi senza problemi. Eppure diventano improvvisamente vecchi non per limiti reali, ma perché esclusi dagli aggiornamenti e, nel tempo, da parti dell’ecosistema.

Certo, mantenere in vita tecnologie datate ha un costo e il progresso non si può fermare. Ma qui emerge qualcosa di più profondo: nel mondo digitale, non è più chi possiede un oggetto a deciderne la durata, bensì chi ne controlla i servizi.

È una forma di obsolescenza silenziosa. Non si rompe nulla, ma tutto si restringe: così un dispositivo ancora valido viene accompagnato lentamente verso l’uscita.

Forse il punto non è opporsi al cambiamento, ma chiedersi quanto velocemente siamo disposti ad accettarlo. Perché se anche un lettore di libri diventa temporaneo, allora la domanda resta: quanto durano davvero le cose che compriamo?