Il 25 aprile non è solo una data sul calendario: è una memoria collettiva che attraversa il presente. È il giorno in cui l’Italia ricorda la fine dell’occupazione nazifascista e la riconquista della libertà.
Ma ricordare non significa solo guardare indietro, significa interrogare il presente. La Resistenza non è stata un gesto astratto: è stata fatta di scelte concrete (bellissimo questo libro su Leone Ginzburg che successivamente fonderà la casa editrice Einaudi), spesso difficili, di persone comuni che hanno deciso da che parte stare.
Oggi il senso di questa giornata resta attuale proprio nella parola libertà. Una libertà che non è mai definitiva, ma che va difesa, compresa, rinnovata. Non è solo un fatto storico, è un esercizio continuo di responsabilità civile.
Il 25 aprile è anche un invito a non dare per scontati i diritti, a riconoscere il valore della democrazia e del confronto: è una memoria che non appartiene al passato, ma che continua a chiedere attenzione nel presente.
Ricordarlo non è retorica: è un modo per capire meglio chi siamo oggi.


