Le dieci parole tradite

Ci sono libri che non si limitano a raccontare, ma invitano a fermarsi e riflettere. Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento di Venanzio Postiglione (uscito oggi) è uno di questi.

Con uno stile chiaro e coinvolgente, l’autore analizza dieci parole fondamentali del nostro vivere civile, mostrando come nel tempo abbiano perso forza, precisione e profondità. Termini come democrazia o talento vengono spesso usati in modo superficiale, fino a svuotarsi del loro significato originario. Postiglione, però, non si limita alla critica: il suo è un invito a recuperare il valore autentico del linguaggio.

Il libro colpisce per equilibrio e lucidità. Ogni capitolo è uno specchio del presente, in cui il lettore si riconosce tra abitudini linguistiche distratte e semplificazioni quotidiane. Ma proprio da questa consapevolezza nasce una possibilità: quella di restituire peso alle parole e, con esse, alle idee che rappresentano.

In un’epoca dominata dalla velocità, questo saggio ci ricorda quanto sia importante rallentare e pensare, perché le parole non sono solo strumenti, ma fondamenta della nostra civiltà.

Un libro attuale, accessibile e necessario, capace di lasciare un segno e di farci usare il linguaggio (e quindi il pensiero) con maggiore attenzione.

Medvedev e il tempo galantuomo

Nel tennis, sport fatto di eleganza, rispetto e nervi saldi, ci sono momenti che stonano: è quello che è accaduto durante una partita tra Daniil Medvedev e Jannik Sinner alle Finali ATP del 2021, quando il tennista russo (in vantaggio), sbadigliando, si è reso protagonista di un gesto poco sportivo che non è passato inosservato.

Medvedev non è nuovo a comportamenti sopra le righe. Il suo talento è indiscutibile, ma spesso si accompagna a reazioni impulsive che rischiano di offuscarlo: in questo caso, il gesto ha dato l’impressione di una mancanza di rispetto, verso l’avversario e verso il pubblico.

Dall’altra parte della rete, Sinner ha fatto ciò che ormai lo contraddistingue: ha lasciato parlare il campo (battendolo poi allo US Open nel 2024). Nessuna reazione scomposta, solo concentrazione e lucidità. Un contrasto netto, che ha reso ancora più evidente la differenza di atteggiamento tra i due.

Oggi il russo ha perso durante il torneo di Monte Carlo 6-0 6-0 contro Matteo Berrettini: chi ricorda come me la partita contro Sinner, non può che avere provato un po’ di compiacimento.

I gesti, anche quelli fugaci, raccontano molto più di un punteggio e quando si scivola in comportamenti poco corretti, si rischia di perdere qualcosa che va oltre il match.

Lo sport spesso non dimentica: ha bisogno di talento, certo, ma anche di rispetto. Sempre.

Finché durerà la terra

Giovanni Grasso è un bravo giornalista e scrittore (e non solo), balzato agli onori delle cronache il 27 marzo 2020 per una frase pronunciata dal Presidente Mattarella durante un suo discorso

Eh, Giovanni non vado dal barbiere neanche io!

Quelle parole ci fecero cogliere un altro aspetto del lato umano del Capo dello Stato che in quella situazione d’emergenza (eravamo in pieno lockdown) intervenne più volte per sostenere cittadini e famiglie, partiti di maggioranza e di opposizione.

Il Giovanni citato dal Presidente ha appena pubblicato per Rizzoli Finché durerà la terra dopo i successi dei precedenti Il segreto del tenente Giardina (Premio Mondello Opera Italiana 2024 e Premio Mondello Giovani 2024) e L’amore non lo vede nessuno.

Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.

Ambientato negli anni recentissimi del pontificato bergogliano, Finché durerà la terra è anche l’avventura in una Chiesa che deve fare i conti tra la dimensione verticale e quella orizzontale, in una fase di disorientamento per cui i seminari e i conventi si svuotano, il senso del sacro e della religione sembrano svaniti e nessuno ha più voglia di sentire parlare di Dio dai pulpiti delle chiese.

Guarda che luna

C’è qualcosa di profondamente umano nel tornare a guardare la Luna con occhi nuovi. Con la missione Artemis II, la NASA riporta l’umanità a un passo dal nostro satellite, riaccendendo una curiosità che non si è mai davvero spenta.

Dopo decenni dalle missioni Apollo, Artemis II non è solo un viaggio tecnico: è un ritorno simbolico. Un equipaggio umano che vola intorno alla Luna senza atterrare, ma tracciando la strada per nuove esplorazioni. È come bussare di nuovo alla porta di un vicino che credevamo di conoscere già, per scoprire che ha ancora mille segreti.

La Luna, apparentemente immobile e silenziosa, è in realtà un archivio cosmico: custodisce tracce della nascita del sistema solare, racconta impatti antichissimi e forse nasconde risorse utili per il futuro dell’esplorazione spaziale. Tornarci non è nostalgia, ma ambizione.

Artemis II ci ricorda che esplorare non è solo andare lontano: è soprattutto guardare meglio ciò che abbiamo davanti da sempre. E forse, in quel chiarore familiare che illumina le nostre notti, c’è ancora molto più da scoprire di quanto immaginiamo.