Trescore Balneario e l’asticella della violenza

Tutte le volte che un caso di cronaca finisce per avere risalto nazionale, non c’è occasione che il politico di turno finisca per caldeggiare nuove norme per evitare che possa succedere nuovamente.

A seguito dell’opinione a caldo, difficilmente qualcosa viene realmente fatto (o quantomeno non in tempi brevi): a onor del vero, per il caso specifico, l’attuale maggioranza ha depositato un disegno di legge per arginare alcuni fenomeni di violenza, ma ancora non è stato approvato.

La violenza fisica e verbale verso gli insegnanti – e non solo – è un’emergenza già da qualche anno: possibile che nel concreto, a parte gli slogan, non venga fatto nulla? Possibile che per avere un’accelerata parlamentare si debba aspettare sempre la tragedia?

Tredici anni, terza media, con un coltello. Una maglia con su scritto Vendetta e nello zaino una pistola scacciacani. Ogni giorno che passa ho la sensazione che l’asticella della violenza si sposti sempre più in alto.

Schiavi degli inglesismi

Ma quando avete cominciato a dire outfit invece che abbigliamento?

E cringe invece che imbarazzante?

E brand invece che marca?

E call invece che chiamata?

E chill invece che rilassante?

E vibes invece che sensazioni?

Capisco che le piattaforme come TikTok, Instagram e X (prima Twitter) favoriscano l’emergere di un linguaggio rapido e virale, ma se esiste una parola italiana, perché dobbiamo prendere in prestito termini da altre lingue?