Tutte le volte che qualcuno a destra cerca di modificare la nostra meravigliosa Costituzione, c’è un coro a sinistra che motiva il non volere cambiare la Carta in quanto difendere la Costituzione è un dovere antifascista.
Bene. Se così realmente fosse, anche loro non dovrebbero permettersi di modificarla, difendendo lo stesso identico principio.
Eppure ricordo che la Costituzione antifascista fu cambiata sei anni fa, con la riduzione dei parlamentari voluta dal PD insieme con il Movimento Cinque Stelle (Elly Schlein era contraria, ma all’epoca era “solo” Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna).
Nel 2001, la Costituzione antifascista fu cambiata, con la modifica del Titolo V voluta dai Democratici di Sinistra, per potenziare i poteri di regioni ed enti locali.
Andiamo ancora a ritroso? Nel 1993 la Costituzione antifascista fu cambiata (anche) dal Partito Democratico della Sinistra, per cancellare l’immunità parlamentare. Certo, venivamo da Tangentopoli, ma ricordo l’ampia maggioranza raggiunta anche grazie all’intesa con il Movimento Sociale.
Eppure nel 1993, nel 2001 e nel 2020 non ricordo lo stracciarsi le vesti per salvare la Costituzione antifascista.
Ricordo male io o la Carta è da difendere solo da chi non la pensa come noi?
