In ricordo di Luca Conti

Oggi se n’è andato Luca Conti.

Per chi, come me, è stato un blogger nei primi anni duemila (quando ancora non esistevano i social), Luca è stato senza dubbio un punto di riferimento.

Nel suo pandemia.info scriveva principalmente di internet e tecnologia. Ricordo ancora quando nei miei pomeriggi da studente, facevo il giro dei siti e dei blog da consultare: il suo era sempre uno dei primi che leggevo.

Poi, con l’avvento delle nuove piattaforme e per sopravvenuta pigrizia l’ho perso un po’ di vista: avevo visto che il suo vecchio dominio non era stato più rinnovato (quasi tutti quelli che avevano un discreto successo in quegli anni, hanno fatto la stessa fine) e che aveva riaperto il suo blog sul dominio (molto più semplice) ww.lucaconti.it.

Ecco, rientrandoci proprio oggi (dopo avere letto la notizia della sua scomparsa), ho letto questo post di qualche giorno fa

Prendi questo post come un addio anticipato alla vita, perché di questo si tratta. Magarti ci sarà qualche sorpresa positiva inaspettata e la resa dei conti rinviata di un po’, ma la sostanza non cambia e soprattutto il mio fegato resta quello che è. Biologicamente e legalmente muori il giorno in cui non respiri più e il cuore smette di battere. Nella realtà muori il giorno in cui la tua dignità nel vivere scende sotto una certa soglia e non può tornare più sopra. Quel giorno, purtroppo, è forse già arrivato. Non posso dirlo con certezza per vari motivi, ma ho molti indizi per pensarlo. Questo basta a decretare che il gioco è finito.

Oggi, come venti anni fa, mi ha insegnato qualcosa.

Ovunque tu sia, ciao Luca.