La scatola delle lacrime

La scatola delle lacrime di Han Kang (uscito oggi) è un romanzo intenso e delicato, capace di insinuarsi lentamente nel lettore e lasciarvi un segno profondo: l’autrice sudcoreana Premio Nobel per la Letteratura 2024 conferma la sua straordinaria sensibilità nel raccontare il dolore, trasformandolo in materia narrativa essenziale e mai compiaciuta.

La scrittura è limpida, quasi rarefatta, ma ogni parola pesa e vibra: Han Kang costruisce una storia fatta di silenzi, memoria e fragilità, in cui le emozioni emergono con una forza sotterranea che sorprende. Il tema della sofferenza (individuale e collettiva) viene affrontato con uno sguardo intimo, senza retorica.

Ciò che colpisce è la capacità di rendere universale ciò che è profondamente personale: il lettore non resta spettatore, ma viene coinvolto in un’esperienza emotiva autentica, quasi fisica.

La scatola delle lacrime è un libro che non si limita a raccontare, ma invita ad ascoltare. E proprio in questa sua delicatezza risiede la sua potenza più grande.

Legioni di imbecilli

Basta guardare il mondo che ci circonda per avere l’assoluta certezza di essere attorniati da imbecilli.

Sull’argomento intervenne anche Umberto Eco (nel giugno del 2015).

I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, mentre ora hanno la stessa risonanza di un premio Nobel.

Non tutti gli imbecilli però sono uguali: esistono gli imbecilli inerti e quelli dinamici. 

L’imbecille inerte è stupido ma per sua natura tende a non infastidire nessuno, per cui egli non può dare tanto fastidio, almeno finché non ci si trovi a dover interagire con lui.

L’imbecille dinamico invece (purtroppo) è attivo, nonché quello che conosciamo meglio. Parla, interviene, agisce, tenta di fare lo spiritoso, deve sempre dire la sua. L’imbecillità dinamica genera aggressività, in quanto il soggetto, per difendere i suoi ragionamenti infondati ed errati, deve rafforzarli come può. In più, considerando i tempi che stiamo vivendo, la rete trasforma la scrittura in qualcosa di effimero e spesso violento, dove l’opinione dell’imbecille viene accreditata tanto quanto quella di un esperto (così come teorizzava Eco). E proprio per questo motivo, proprio per questa tenacia nell’essere imbecille, talora, nella vita, l’imbecille dinamico diviene una persona di successo e di potere. Non solo: gli imbecilli dinamici rappresentano una bella fetta della popolazione di questo pianeta, forse la maggioranza. Questo spiega diverse cose: la crisi economica, le guerre, gli altissimi ascolti di certe trasmissioni televisive, la musica senza spessore che ci viene propinata alle radio, i risultati delle elezioni politiche e vari altri fenomeni altrimenti incomprensibili.

Come una grande lobby inconsapevole, gli imbecilli dinamici governano il mondo. 

Facciamocene una ragione.