L’innegabile bravura di Giulia Vecchio

Ci sono talenti che arrivano in punta di piedi e altri che, invece, ti fanno alzare lo sguardo fin dal primo momento. Giulia Vecchio appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una di quelle presenze che non puoi ignorare, anche se ci provi.

Parlare della sua bravura significa andare oltre la semplice definizione di brava attrice: Giulia Vecchio ha quella qualità rara (e difficilmente insegnabile) di rendere ogni interpretazione credibile e viva.

Stasera ho visto durante il GialappaShow la sua imitazione di Ema Stokholma (dopo avere apprezzato quella di Milly Carlucci l’anno scorso e di Iva Zanicchi in questa edizione): qui emerge un altro lato del suo talento, quello più giocoso ma incredibilmente preciso. Non si tratta di una semplice caricatura: Giulia Vecchio riesce a cogliere l’essenza, il ritmo, le inflessioni, restituendo un’interpretazione che fa sorridere senza mai risultare forzata o eccessiva.

In un panorama spesso rumoroso, la sua bravura non urla. Ma arriva lo stesso, dritta. E resta.

Quale sarebbe il mondo reale?

Provate a guardare di seguito, uno dietro l’altro, Studio Aperto alle 12:25, a seguire SKY TG24 0 il TG2 alle 13.00 e subito dopo il TG delle 13.30 su LA7.

Se riuscite ad arrivare alla fine, vi sembrerà di aver visto descritti due mondi differenti, due visioni dissimili.

Se non ci fossero le varie testate su internet (con gli stessi identici problemi, ovvio) per bilanciare il giudizio e avere un quadro più completo della situazione, tutto quanto sembrerebbe altamente alienante.

Com’era la storia del quarto potere? Di tutti, quale sarebbe il mondo reale?

Poco da esultare

Ho recuperato un po’ di commenti sulla prestazione di ieri della nostra Nazionale.

Quello più benevolo mi sembra di Fabrizio Roncone che sul Corriere scriveva durante la partita

Stanno giocando tutti una partita penosa. Consentendo agli irlandesi di fare quella che avevano progettato. Difendono con una linea a cinque molto stretta, su cui accorciano i tre centrocampisti. Sempre durissimi su ogni contrasto. La notizia è che, quando ripartono, non soltanto cercano di giocare palla a terra. Ma arrivano, con inaudita facilità, nella nostra area. Mortificante, davvero.

In più ho visto il video che in queste ore spopola in rete in cui Federico Dimarco e alcuni compagni sono stati ripresi mentre esultavano alla notizia del risultato tra Galles e Bosnia: comprensibile (il Galles corre il doppio della Bosnia), ma poco sportivo e rispettoso (certo, pure la RAI…).

Così, a occhio, questa Nazionale non sta attirando molte simpatie…

Perché l’AI racconta il calcio?

Complici la mia voglia di leggerezza e il non volere innervosirmi per una partita di pallone, ieri sera in TV non ho visto Italia – Irlanda del Nord.

Intorno alle 22:00 però ho preso lo smartphone per sbirciare il risultato: bene, stavano 1-0. Sull’applicazione che utilizzo per restare aggiornato sulle partite di calcio, immediatamente sotto il tabellino ho visto una voce alla quale però non avevo fatto mai caso, Riepilogo AI, dove cliccando è apparso questo

L’Italia conduce 1-0 e sembra controllare il match nelle fasi finali. Tonali ha segnato il primo goal con un tiro potente, e continua ad essere ovunque; da allora, Kean ha impegnato un gol difficile con una A saved, e Esposito è entrato per allungare il vantaggio. Negli ultimi 15 minuti, l’Italia ha prevalso nel possesso, al 65%, con più angoli (3-1) e tiri in porta (1-1), ma nessuna delle due squadre ha creato grandi occasioni (×G 0.00). Durante tutto il match, la superiorità degli azzurri emerge: possesso 63-37%, tiri in porta 6-0, angoli 9-2. La squadra favorita pre-match sta rispettando il copione, ma c’è ancora tempo per la «Northern Ireland» di fare una domanda.

Ora, un paio di riflessioni: davvero vogliamo demandare all’AI il racconto calcistico (peraltro con errori evidenti)? Secondo poi, è possibile mai preferire una puntata di Pechino Express a una partita (importante) della Nazionale?

Højskolen

C’è chi negli anni teorizzava che prima o poi sarebbe successo.

Poi, magari quello che seguiva un po’ più da vicino il mondo delle tendenze e dei nuovi media, diceva che no, a tutto c’è un limite…

Ecco, pare che il limite sia stato superato…

Fonte: https://nyheder.tv2.dk/