Regime Change: il Foglio – Repubblica 1-0

Capita spesso, quando sta per uscire un nuovo libro, di imbattersi nelle prime recensioni sui giornali o sui siti di informazione.

Durante la mia rassegna stampa di questa mattina ho notato che sia la Repubblica sia il Foglio scrivevano di Regime Change, il libro scritto da due giornalisti del New York Times (Maggie Haberman e Jonathan Swan) che raccoglie una quantità di episodi utili a capire meglio cosa passa per la testa di Trump, anche nei rapporti con gli alleati.

Fin qui nulla di strano.

C’è però un dettaglio curioso. Nell’articolo de il Foglio il libro viene presentato come una pubblicazione di prossima uscita.

Leggendo la Repubblica, invece, sembra che sia già disponibile in libreria.

Chi ha ragione, dunque? Marco Bardazzi, che specifica chiaramente come finora siano state pubblicate soltanto alcune anticipazioni del volume, oppure Massimo Basile, che ne parla come di un libro già uscito?

La risposta, in realtà, è piuttosto semplice e si trova già nel titolo, ma se volete togliervi ogni dubbio basta controllare la data di pubblicazione.

Sacrifici #414

Cappuccetti fritti, sale e limone.

Una foto

Nell’epoca dell’apparire, una cosa del genere non so se mi fa più sorridere o mette tristezza.

Quando imposti i rapporti internazionali così, questo è il minimo che può capitarti.

Scambiare i complimenti per lealtà e l’affinità politica per una garanzia di affidabilità è un errore che in politica internazionale si paga caro: Giorgia Meloni sembra aver creduto che il rapporto personale con un leader dall’ego ingombrante fosse un punto di forza. In realtà, quando si entra nel suo gioco, si finisce inevitabilmente per recitare una parte nel suo spettacolo.

E a pagare il prezzo di questa illusione è l’intero Paese.

Delitto in cornice

Con Delitto in cornice, Giancarlo De Cataldo dimostra ancora una volta la sua capacità di costruire storie che vanno oltre il semplice meccanismo investigativo: il romanzo è certamente un giallo, ma è anche un viaggio dentro le fragilità umane, le passioni e le contraddizioni che si nascondono dietro le apparenze.

L’intreccio è solido e coinvolgente. De Cataldo accompagna il lettore tra misteri, sospetti e colpi di scena senza mai perdere il controllo della narrazione. La tensione cresce pagina dopo pagina, ma ciò che colpisce davvero è la cura con cui vengono tratteggiati i personaggi: nessuno è soltanto ciò che sembra essere: ognuno porta con sé una storia, un dolore, un desiderio inconfessato.

L’ambientazione legata al mondo dell’arte aggiunge fascino e originalità al racconto: i quadri, le cornici e ciò che rappresentano diventano parte integrante della vicenda, quasi fossero personaggi silenziosi che osservano gli eventi e custodiscono segreti.

La scrittura di De Cataldo resta uno dei punti di forza del libro: elegante ma accessibile, ricca di dettagli senza risultare mai pesante. L’autore riesce a mantenere il ritmo del giallo e allo stesso tempo, regalare riflessioni che rimangono nella mente anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.

Delitto in cornice è una lettura che soddisfa sia gli amanti del mistero sia chi cerca nei romanzi qualcosa di più di una semplice indagine: un libro capace di intrattenere, emozionare e ricordare che dietro ogni enigma si nasconde sempre una storia profondamente umana.

Il mondo dell’arte contemporanea romano è sconvolto dall’inquietante morte di una sua controversa protagonista. L’ambiente, si sa, è popolato da soggetti celebri e imprevedibili, pane per i denti di Manrico Spinori, abituato a risolvere situazioni intricate. Tra personaggi eccentrici, critici vanesi e collezionisti capricciosi, l’imperturbabile Pm melomane dovrà far luce su un mistero che sfida tanto la sua razionalità quanto il suo gusto estetico.

Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda. Ma, per fortuna, ad aiutare Manrico Spinori nelle indagini c’è una formidabile squadra: formata solo da donne.

Il contino avvertiva, in quella storia, una nota falsa, una dissonanza vaga che non era ancora riuscito a individuare. E quanto all’orizzonte musicale, silenzio assoluto. In piú di un’occasione l’opera era venuta in suo soccorso, suggerendogli una soluzione che, per quanto improbabile, si era poi rivelata quella giusta. Ma stavolta…

Il mondo di questi anni

È sempre interessante leggere il blog di Luca Sofri

Il mondo di questi anni ci ha abituati che su ogni cosa di qualunque scala si debba prendere posizione, a ogni critica si debba rispondere, a ogni argomento buttato lì dal primo che passa su un social network, o su un giornale che ha preceduto l’arrivo degli hater di un decennio, si debbano opporre ragioni. Anche quando non ne sappiamo niente, anche quando avremmo tutti cose migliori da fare, anche quando la questione è insignificante («eh, ma è il principio!»), anche quando è chiaro che stiamo cascando in una strumentale richiesta di attenzioni, da parte di troll o di giornali quotidiani.

Vietare i social o insegnare ad abitarli?

Vietare i social agli under 16 sembra una soluzione semplice a un problema enorme. Ed è proprio questo che mi lascia perplesso: quando un tema è complesso, le scorciatoie raramente funzionano.

Sì, i social possono essere tossici. Possono amplificare ansie, dipendenze, bullismo, solitudine. Ma davvero pensiamo che basti spegnere un interruttore per risolvere tutto?

La domanda che mi faccio è un’altra: dov’erano gli adulti mentre le piattaforme diventavano il luogo dove intere generazioni crescevano senza strumenti? Dov’era la scuola? Dov’era una vera educazione digitale? Dov’era la politica quando algoritmi pensati per catturare attenzione diventavano più forti di qualsiasi presidio educativo?

Vietare è spesso la risposta più facile. Educare è la più difficile.

E poi c’è un rischio enorme: trasformare i ragazzi in un problema da contenere, invece che in persone da accompagnare. Perché il punto non è se un quindicenne entrerà online (entrerà comunque, magari aggirando divieti e controlli) ma con quali strumenti critici lo farà.

Forse il problema non è che i ragazzi stiano troppo sui social: forse il problema è che noi adulti abbiamo smesso da tempo di capire il mondo in cui vivono.

Su Vannacci e il centrodestra

Io questa intervista a Lupi la conservo a futura memoria: non sono così sicuro che le cose vadano così.

E sinceramente, spero di sbagliarmi.

Curaçao

Il Curaçao con i suoi 180.000 abitanti ha una squadra di calcio che quest’anno gioca i Mondiali.

L’Italia con i suoi circa 59 milioni di eroi, santi, poeti, artisti, navigatori, colonizzatori e trasmigratori, no.

Sionismo

Ho letto nelle ultime settimane le polemiche a seguito delle parole di Erri De Luca e ho trovato ancora più interessante la sua ultima intervista.

Mi chiedo: al di là di ogni considerazione, tra chi condanna il suo modo di pensare e chi invece rivendica la libertà di espressione, quanti conoscono davvero il significato e la storia del sionismo?

Il sionismo è un movimento politico e nazionale nato alla fine del XIX secolo con l’obiettivo di garantire al popolo ebraico una patria nella terra storicamente associata alle sue origini. La sua formulazione moderna è legata soprattutto a Theodor Herzl, che riteneva necessario creare uno Stato ebraico come risposta alle persecuzioni e all’antisemitismo diffusi in Europa.

Nel corso del tempo il sionismo ha assunto forme e interpretazioni diverse, comprendendo correnti laiche, religiose, socialiste e nazionaliste, spesso anche molto distanti tra loro. Ciò che le accomunava era l’idea che gli ebrei, come altri popoli, avessero diritto all’autodeterminazione nazionale.

Il movimento ebbe un ruolo decisivo nel processo che portò alla nascita dello Stato di Israele nel 1948. Per molti ebrei il sionismo rappresenta ancora oggi il legittimo diritto all’esistenza e alla sicurezza di uno Stato ebraico. Per molti palestinesi e per altri critici, invece, esso è strettamente legato alle conseguenze che la creazione di Israele ebbe sulla popolazione araba palestinese, inclusi gli sfollamenti e le perdite territoriali avvenute durante quel periodo.

Per questo motivo il termine “sionismo” è spesso oggetto di interpretazioni e controversie. A seconda del contesto, può indicare il sostegno all’esistenza di Israele come Stato ebraico, una particolare visione politica oppure un insieme di idee molto più ampio e complesso. 

In cammino

Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino.