L’ennesimo fallimento del calcio italiano

Atalanta, Inter, Juventus e Napoli che non hanno superato gli ottavi di Champions League, stasera le sconfitte di Bologna e Fiorentina in Europa e Conference League che precludono pesantemente il passaggio del turno: le notti europee, per le squadre italiane, stanno diventando sempre più un esercizio di nostalgia. Queste sconfitte in coppa non sono solo episodi sfortunati, ma il riflesso di un sistema che fatica a tenere il passo con il calcio che cambia.

Mentre in altri paesi si investe su infrastrutture, giovani e idee, in Italia si resta spesso aggrappati al passato: stadi vecchi, progettualità fragili, allenatori costretti a fare miracoli più che a costruire. Il risultato? Squadre che partono con entusiasmo e si spengono quando il livello si alza davvero.

Non è solo una questione tecnica: è mentale, culturale. Si gioca per non perdere, quando in Europa bisogna avere il coraggio di vincere. E quel coraggio, oggi, sembra merce rara.

Eppure il talento non manca. I giovani ci sono, le piazze pure, la passione non si discute. Serve però una visione diversa: meno alibi, più programmazione. Perché le sconfitte fanno male, ma possono anche essere un punto di partenza. 

A patto di voler davvero cambiare.