I 250.000 di Ultimo

Che si tratti di Ultimo, Vasco o degli Rolling Stones, continuo a chiedermi quale sia il senso di assistere a un concerto stando a un chilometro dal palco: alla fine non vedi l’artista, ma un maxischermo, spesso con un audio che arriva anche in ritardo.

Davvero è questa l’esperienza che si vuole offrire? Non sarebbe stato più sensato organizzare tre o cinque date invece di una sola, garantendo a tutti uno spettacolo più godibile?