Quando leggo esponenti di centro destra come Matteo Salvini giustificare l’operato della famiglia nel bosco (qui un breve riassunto della vicenda) criticando aspramente l’intervento dei giudici del Tribunale de L’Aquila, mi viene molto da sorridere. Con il decreto 123/2023 (voluto e votato dall’attuale maggioranza, definito Decreto Caivano) si prevede l’arresto per chi non manda i propri figli a scuola.
Il responsabile dell’adempimento dell’obbligo scolastico che, ammonito ai sensi dell’articolo 114, comma 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, non prova di procurare altrimenti l’istruzione del minore o non giustifica con motivi di salute, o con altri impedimenti gravi, l’assenza del minore dalla scuola, o non ve lo presenta entro una settimana dall’ammonizione, è punito con la reclusione fino a due anni. Il responsabile dell’adempimento dell’obbligo scolastico che, ammonito ai sensi dell’articolo 114, comma 5, secondo periodo, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 per assenze ingiustificate del minore durante il corso dell’anno scolastico tali da costituire elusione dell’obbligo scolastico, non prova di procurare altrimenti l’istruzione del minore o non giustifica con motivi di salute, o con altri impedimenti gravi, l’assenza del minore dalla scuola, o non ve lo presenta entro una settimana dall’ammonizione, è punito con la reclusione fino a un anno.
Bisognerebbe ricordare a chi si riempie la bocca con giudizi morali sommari, che la situazione è anche figlia di quello che la propria parte politica ha approvato in Parlamento.